Marco Cappelli: “Da 25 anni su Moto Guzzi: i miei viaggi in fuoristrada”

Dal “Tuttoenduro” in Bosnia al “Transcamp” in centro Italia. Aspettando la nuova classic enduro V85: “Una moto con l’anima”.

“Sono un Guzzista da sempre, guido Moto Guzzi da 25 anni e le uso soprattutto in fuoristrada. Ho accolto con molta gioia il concept V85, una moto che finalmente rimetterà la casa di Mandello in auge tra i motociclisti anche in una fascia satura, quella delle enduro, dove le moto con un’anima e senza troppi fronzoli ed elettronica possono sicuramente ritagliarsi uno spazio.

 

Vi scrivo per raccontarvi alcuni miei viaggi in fuoristrada, con una Moto Guzzi V65 NTX dell’87, con Moto Guzzi Stelvio NTX prima serie e ora con la Eaglecross, una Stelvio 1200 preparata dall’ex pilota Dakar Bruno Birbes. Non sono un professionista ma, grazie a questi tour, ho maturato una certa esperienza sul motore Moto Guzzi e sul suo comportamento in condizioni d’uso estreme (principalmente le sollecitazioni del cardano). Ho realizzato vari video durante i miei numerosi tour, come quello “Tuttoenduro Bosnia tour” con la V65 NTX (del ride è stato pubblicato un articolo sulla rivista Bicilindrica, dedicata al mondo Moto Guzzi), e il più recente “Transcamp”, attraverso il Centro Italia in sella alla MG Eaglecross”.

 

RIDE MEMORIES DI MARCO CAPPELLI
“Dopo essere passato dalla V65 SP alla V11 sono arrivato alla Stelvio NTX prima serie, con cui ho condiviso alcuni dei viaggi più belli che abbia mai fatto, tra i quali in Scozia e a Capo Nord. Ma, dopo aver raggiunto i 50 mila chilometri, ha iniziato a starmi stretto l’asfalto".

 

MOTO GUZZI V65 NTX
"Ho acquistato con mio padre una Moto Guzzi V65 NTX dell’87 che, dopo qualche lavoro di manutenzione (cui ho apportato alcune modifiche, principalmente estetiche e di robustezza meccanica), mi ha iniziato alla scoperta del fuoristrada... La Stelvio rimaneva sempre più in garage, lei avrebbe avuto le potenzialità di fare meglio di quello che faceva la “nonnina” V65, ma il suo peso la rendeva troppo ingombrante per azzardare, ma soprattutto era impossibile da rialzare da soli in fuoristrada (e comunque in alcune situazioni anche in tre si faceva fatica). Ho iniziato a provare tutte le moto uscite sul mercato di vari marchi, ma nessuna mi dava quella piacevolezza di guida che avevo dalla Stelvio e il motore Guzzi, sempre pronto anche a bassi giri, ti permette anche di sbagliare marcia senza punirti. Quando un giorno su Facebook vidi il post che non avrei mai aspettato: la Eaglecross, la special su base Stelvio preparata dall’ex pilota Dakar Bruno Birbes, era in vendita! Da lì all’acquisto non è passato molto”.

 

MOTO GUZZI EAGLECROSS
"La Eaglecross è una moto geniale, non è stato cambiato quasi nulla a livello meccanico dello spirito della Stelvio originale. La nota principale che ti fa brillare gli occhi quando la guidi è il peso: 210 kg per 105cv, 60 kg in meno dell’originale la rendono ancora più agile: sono riuscito a fare one track dietro ad enduro monocilindriche senza paura. Come strutture sono state usate alcune parti dell’Aprilia SXV: parafango anteriore, codone e sella. Il serbatoio è stato realizzato in alluminio e ha guadagnato 2lt in più rispetto all’originale prima serie da 19lt, pur mantenendo le stesse dimensioni esterne (grazie all’assenza di plastiche estetiche e di un miglior utilizzo dello spazio tra i due cilindri). Il mono ammortizzatore, carente nelle versioni originali, è stato sostituito con uno a gas. Insomma, gli mancherebbe solo una ruota anteriore da 21 per essere un’autentica dual sport totale, ma a breve avrò modo di provare anche questa miglioria. Da qui il primo vero viaggio adventure-touring intrapreso ad ottobre 2017: Transcamp di 800 km attraverso Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo solo fuoristrada, con una media di 200 km al giorno in 4 giorni, dormendo in tenda e mangiando intorno al fuoco".

 

TRANSCAMP
"Il gruppo era composto da 4 moto...Il problema principale di questo tipo di viaggi è il bagaglio, che deve essere di giuste dimensioni per poter avere una moto sempre agile. In ottobre si può trovare qualsiasi condizione meteo, dalla pioggia, al sole, ai primi accenni di neve, quindi l’abbigliamento deve essere protettivo, ma anche morbido per potersi muovere comodamente. Inoltre, dormendo in tenda, il minimo indispensabile per il campeggio e la cucina era d’obbligo (io avevo ridotto all’osso portando alimenti liofilizzati e un fornello a legna), per non parlare di un buon kit attrezzi per la moto e un kit medico per ogni evenienza.

Il giorno prima della partenza abbiamo dormito vicino ad Arezzo, ospiti di un raduno di “moto-tendaroli”. Da li siamo partiti in direzione Umbria: costeggiando Città di Castello e Gubbio, abbiamo percorso per la quasi totalità della giornata strade bianche, semplici e scorrevoli in mezzo a boschi e colline, fino ad arrivare vicino al Monte Cucco al confine con le Marche, dove abbiamo posizionato il primo campo. Dopo una giornata in un paesaggio molto simile alla Toscana, ci siamo trovati negli ultimi 10 km ad attraversare un monte che non aveva niente da invidiare alle Dolomiti, ricco di pascoli in quota con mucche e cavalli liberi. Il secondo giorno siamo entrati subito dai primi chilometri nelle Marche, le tracce che avevamo erano sempre molto precise e scorrevoli, anche se abbiamo dovuto affrontare una variante molto difficile a causa di una strada chiusa che ci ha fatto perdere diverso tempo sulla tabella di marcia. Tuttavia siamo riusciti a raggiungere il campo che ci eravamo prefissati quando ancora c’era un po' di luce per montare le tende ed eravamo di nuovo in Umbria, vicino a Monteleone di Spoleto. Il terzo giorno è stato forse il più faticoso e bello di tutti. Dopo aver attraversato il confine con il Lazio, siamo entrati in Abruzzo e la morfologia del terreno è cambiata drasticamente. Le montagne sono diventate più brulle, i paesi più radi, le strade erano più difficili: quando non erano pietraie, erano scavate dall’acqua. I solchi causati dall’acqua sono uno degli ostacoli più ostici che mi sono trovato ad affrontare… ho fatto la mia prima caduta: facevo da apripista e non ero in grado di valutare se il canale fosse troppo profondo da non uscirne, ho cercato di rimanere nella parte alta della strada, ma la ruota posteriore è scesa e mi sono trovato con la moto girata. Fortunatamente ho piegato solo in parte il rinvio della leva del cambio, mentre il serbatoio e il manubrio erano intatti e abbiamo continuato.

L’ultimo campo l’abbiamo fatto sul lago di Campotosto, con il Gran Sasso sullo sfondo. L’ultimo giorno è sempre il peggiore, perché stai tornando a casa, stai già valutando quanto impiegherai a riparare i danni che hai fatto alla moto e a rimettere a posto tutte le attrezzature che hai usato. Per non farci mancare nulla, abbiamo seguito la traccia dataci da un ragazzo conosciuto per strada. Una pietraia di sassi grossi come palline da tennis, in discesa, stretta, ci ha portato non con poca fatica nel letto del fiume Corno. Da li, cercando di passare nelle lingue di erba ai bordi del letto, abbiamo attraversato la diga per arrivare sotto a Monteleone di Spoleto. Da li siamo arrivati a Orvieto dove il nostro viaggio è terminato, con qualche ora di autostrada. Questo viaggio è servito per capire quanti chilometri si è in grado di fare per ogni tappa in queste condizioni di guida e con queste moto, e ci ha dato una certa esperienza che speriamo di usare un giorno per fare viaggi più lunghi e impegnativi”.

 

QUELLI DEL 6%: LA COMMUNITY DI CHI VA IN MOTO TUTTO L’ANNO
Spiega Marco Cappelli: “Abbiamo circa 15 mila utenti, molti dei quali di una fascia compresa tra i 20 e i 40 anni, gente che usa davvero la moto tutto l’anno (il 6%, appunto, secondo i dati della rivista inglese MCN, ndr), dai raduni invernali ai viaggi, nel vero spirito dell’adventouring che, immagino, vorrà incarnare la futura Moto Guzzi V85. Io sono entrato a far parte dell’organico da poco più di un anno e organizzo alcuni eventi (tour della Toscana e corsi) presso il mio agriturismo nel Chianti (#seipercentochianti)”. www.facebook.com/seipercento

 

 

(fonte: Wide Magazine)